La sindrome da attivazione mastocitaria

I mastociti, cellule di difesa dell’organismo, rilasciano in modo eccessivo sostanze come l’istamina. Questo provoca crisi che colpiscono più parti del corpo contemporaneamente.

Che cos’è una sindrome da attivazione mastocitaria?

I mastociti sono cellule del sistema immunitario presenti nella pelle, nel tubo digerente, nelle vie respiratorie e intorno ai vasi. Svolgono un ruolo nella difesa dell’organismo e nelle reazioni allergiche, rilasciando « mediatori » come l’istamina o la triptasi.

Nella sindrome da attivazione mastocitaria (MCAS), queste cellule rilasciano i loro mediatori in modo eccessivo o inappropriato, con crisi ripetute e sintomi in almeno due apparati del corpo (pelle, digestione, cuore e vasi, respirazione).

Non va confusa con la mastocitosi, una malattia rara in cui i mastociti sono prodotti in numero eccessivo. Una MCAS può essere legata a una mastocitosi, a un’allergia, o restare senza causa identificata.

Crisi che colpiscono più organi

I sintomi compaiono spesso a episodi, a volte dopo un fattore scatenante, e variano molto da una persona all’altra.

Pelle

Arrossamenti e vampate di calore, prurito, orticaria, gonfiori.

Digestione

Crampi addominali, diarrea, nausea, gonfiore.

Cuore e vasi

Accelerazione del battito, calo della pressione, sensazione di malessere o di svenimento.

Respirazione

Naso che cola o chiuso, sibili, difficoltà respiratoria.

Stato generale

Stanchezza, mal di testa, difficoltà di concentrazione durante o dopo le crisi.

Fattori scatenanti frequenti

Calore, sforzo, stress, alcol, sfregamenti, alcuni alimenti o farmaci: variano da persona a persona.

Emergenza: difficoltà respiratoria, gonfiore del viso o della gola, malessere con calo della pressione: chiama il 15 o il 112 (in Francia) e usa la tua penna di adrenalina se ti è stata prescritta.

Tre criteri da soddisfare

Secondo i criteri di consenso internazionali, si parla di sindrome da attivazione mastocitaria quando sono soddisfatte tre condizioni:

  1. crisi ripetute che colpiscono almeno due apparati del corpo;
  2. un aumento di un mediatore misurato durante una crisi, in particolare la triptasi nel sangue prelevata nelle ore successive, confrontata con il suo valore abituale: si considera un aumento quando supera il 20 % del valore abituale + 2 ng/mL;
  3. un miglioramento con il trattamento diretto ai mastociti o ai loro mediatori.

Il medico ricerca anche una mastocitosi o un’altra causa che possa spiegare i sintomi.

Limitare le crisi e sapere come reagire

Il trattamento viene adattato a ciascuna persona dal medico, in base ai sintomi e alla loro intensità.

Individuare i fattori scatenanti

Un diario di monitoraggio aiuta a identificare ciò che scatena le crisi per evitarle meglio.

Antistaminici

Bloccano gli effetti dell’istamina sulla pelle, sulla digestione e sulle vie respiratorie.

Altri trattamenti

A seconda dei casi, possono essere prescritti farmaci che stabilizzano i mastociti o bloccano altri mediatori.

Piano di emergenza

In caso di reazioni gravi, il medico può prescrivere una penna di adrenalina e un piano d’azione scritto.

Importante: non iniziare né interrompere alcuna terapia senza parere medico, anche da banco. Prima di un’anestesia, un intervento o un esame con mezzo di contrasto, segnala la tua MCAS.

SED, disautonomia e attivazione mastocitaria

Un’associazione tra SED ipermobile, sindrome da tachicardia posturale (POTS) e attivazione mastocitaria è spesso descritta dai pazienti e da alcuni medici.

Gli studi su questo argomento restano limitati e i loro risultati sono discussi: questo legame non è dimostrato a oggi. Poiché i sintomi possono somigliarsi (malesseri, disturbi digestivi, stanchezza), una valutazione rigorosa aiuta a distinguere le cose.

Fonti e risorse

Questa pagina si basa sulle informazioni del centro di riferimento francese e sui criteri di consenso internazionali.

Informazione medica

Il contenuto di questa pagina ha scopo informativo. Non sostituisce una visita, una diagnosi o i consigli personalizzati di un professionista sanitario.

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