Bere e salare
Aumentare l’apporto di acqua e, se il medico lo consiglia, di sale aiuta ad aumentare il volume del sangue.
In piedi, il cuore accelera e il corpo fatica ad adattarsi: vertigini, palpitazioni, stanchezza intensa. La POTS è una delle forme più frequenti di disautonomia.
Il sistema nervoso autonomo regola, senza che ci pensiamo, il ritmo del cuore, la pressione arteriosa, la digestione e la temperatura. Quando funziona male, si parla di disautonomia.
La sindrome da tachicardia posturale (POTS, dall’inglese Postural Orthostatic Tachycardia Syndrome, a volte chiamata STOP in francese) è una forma di disautonomia: passando dalla posizione sdraiata a quella eretta, il cuore accelera in modo eccessivo e compaiono sintomi che migliorano sdraiandosi.
Colpisce più spesso le donne, in genere tra i 15 e i 50 anni, e compare talvolta dopo un’infezione virale, una gravidanza, un intervento chirurgico o un periodo di allettamento. Sono stati descritti casi anche dopo la Covid-19, nell’ambito del Long Covid.
Variano da persona a persona e da un giorno all’altro, e spesso diminuiscono in posizione sdraiata.
Palpitazioni, cuore che batte molto veloce alzandosi o restando in piedi.
Testa che gira, vista offuscata, sensazione di svenimento, a volte perdita di coscienza.
Stanchezza intensa, intolleranza allo sforzo, bisogno di un recupero prolungato.
Difficoltà di concentrazione e di memoria, pensiero rallentato.
Mal di testa, nausea, disturbi digestivi, affanno, tremori, gambe che diventano violacee in piedi.
Caldo, stare a lungo in piedi, pasti abbondanti, disidratazione, mestruazioni, alcol, mancanza di sonno.
Secondo i criteri internazionali, si parla di POTS quando:
Il medico esegue un test di ortostatismo (misurazioni da sdraiati poi in piedi) o un test di inclinazione (tilt-test) in ospedale. Cerca anche altre cause possibili: disidratazione, anemia, problemi alla tiroide, effetti di farmaci, malattie cardiache.
Non esiste un trattamento unico: la presa in carico associa diverse misure, adattate a ogni persona dal medico.
Aumentare l’apporto di acqua e, se il medico lo consiglia, di sale aiuta ad aumentare il volume del sangue.
Calze o collant a compressione, a volte una fascia addominale, limitano l’accumulo di sangue nelle gambe.
Alzarsi lentamente, incrociare le gambe o contrarre i polpacci in piedi, frazionare i pasti, evitare il caldo.
Un’attività fisica molto graduale, prima sdraiati o seduti (cyclette reclinata, nuoto mai da soli, vogatore se le articolazioni lo permettono), possibilmente seguita da un professionista.
A seconda dei casi, un cardiologo o uno specialista può proporre un trattamento per rallentare il cuore o sostenere la pressione.
La POTS e altre forme di disautonomia sono spesso riportate nelle persone con SED ipermobile o disturbo dello spettro dell’ipermobilità. Diversi studi osservano che sono più frequenti in queste situazioni.
Le ragioni sono ancora in fase di studio: una maggiore elasticità dei vasi, che lascerebbe accumulare il sangue nelle gambe, è tra le ipotesi avanzate. La POTS può anche coesistere con disturbi digestivi o un’attivazione mastocitaria.
Questa pagina si basa sul consenso internazionale di riferimento e su risorse specializzate. Esistono ancora poche risorse in italiano sulla POTS: la maggior parte è in inglese.
Il contenuto di questa pagina ha scopo informativo. Non sostituisce una visita, una diagnosi o i consigli personalizzati di un professionista sanitario.
SED Gastroparésie N’Cie permette a pazienti, familiari e caregiver di dialogare, condividere le proprie esperienze e non restare soli di fronte alla malattia.