La sindrome da tachicardia posturale

In piedi, il cuore accelera e il corpo fatica ad adattarsi: vertigini, palpitazioni, stanchezza intensa. La POTS è una delle forme più frequenti di disautonomia.

Che cos’è la POTS?

Il sistema nervoso autonomo regola, senza che ci pensiamo, il ritmo del cuore, la pressione arteriosa, la digestione e la temperatura. Quando funziona male, si parla di disautonomia.

La sindrome da tachicardia posturale (POTS, dall’inglese Postural Orthostatic Tachycardia Syndrome, a volte chiamata STOP in francese) è una forma di disautonomia: passando dalla posizione sdraiata a quella eretta, il cuore accelera in modo eccessivo e compaiono sintomi che migliorano sdraiandosi.

Colpisce più spesso le donne, in genere tra i 15 e i 50 anni, e compare talvolta dopo un’infezione virale, una gravidanza, un intervento chirurgico o un periodo di allettamento. Sono stati descritti casi anche dopo la Covid-19, nell’ambito del Long Covid.

Sintomi che peggiorano in piedi

Variano da persona a persona e da un giorno all’altro, e spesso diminuiscono in posizione sdraiata.

Cuore

Palpitazioni, cuore che batte molto veloce alzandosi o restando in piedi.

Vertigini e malesseri

Testa che gira, vista offuscata, sensazione di svenimento, a volte perdita di coscienza.

Stanchezza

Stanchezza intensa, intolleranza allo sforzo, bisogno di un recupero prolungato.

Nebbia mentale

Difficoltà di concentrazione e di memoria, pensiero rallentato.

Altri segni

Mal di testa, nausea, disturbi digestivi, affanno, tremori, gambe che diventano violacee in piedi.

Fattori aggravanti

Caldo, stare a lungo in piedi, pasti abbondanti, disidratazione, mestruazioni, alcol, mancanza di sonno.

Emergenza: dolore al petto, forte difficoltà a respirare, perdita di coscienza con ferite o che non si risolve rapidamente: chiama il 15 o il 112 (in Italia il 112).

Misurare il cuore da sdraiati, poi in piedi

Secondo i criteri internazionali, si parla di POTS quando:

  1. la frequenza cardiaca aumenta di almeno 30 battiti al minuto (40 tra i 12 e i 19 anni) nei 10 minuti successivi al passaggio in posizione eretta;
  2. senza un calo importante della pressione arteriosa (ciò che distingue la POTS dall’ipotensione ortostatica);
  3. con sintomi da almeno 3 mesi, che peggiorano in piedi e migliorano da sdraiati.

Il medico esegue un test di ortostatismo (misurazioni da sdraiati poi in piedi) o un test di inclinazione (tilt-test) in ospedale. Cerca anche altre cause possibili: disidratazione, anemia, problemi alla tiroide, effetti di farmaci, malattie cardiache.

Aiutare il corpo a tollerare meglio la posizione eretta

Non esiste un trattamento unico: la presa in carico associa diverse misure, adattate a ogni persona dal medico.

Bere e salare

Aumentare l’apporto di acqua e, se il medico lo consiglia, di sale aiuta ad aumentare il volume del sangue.

Contenzione

Calze o collant a compressione, a volte una fascia addominale, limitano l’accumulo di sangue nelle gambe.

Gesti quotidiani

Alzarsi lentamente, incrociare le gambe o contrarre i polpacci in piedi, frazionare i pasti, evitare il caldo.

Riallenamento progressivo

Un’attività fisica molto graduale, prima sdraiati o seduti (cyclette reclinata, nuoto mai da soli, vogatore se le articolazioni lo permettono), possibilmente seguita da un professionista.

Farmaci

A seconda dei casi, un cardiologo o uno specialista può proporre un trattamento per rallentare il cuore o sostenere la pressione.

Importante: non modificare l’apporto di sale né i trattamenti senza parere medico, soprattutto in caso di ipertensione, malattie del cuore o dei reni.
Gestire la propria energia ogni giorno

SED ipermobile e disautonomia

La POTS e altre forme di disautonomia sono spesso riportate nelle persone con SED ipermobile o disturbo dello spettro dell’ipermobilità. Diversi studi osservano che sono più frequenti in queste situazioni.

Le ragioni sono ancora in fase di studio: una maggiore elasticità dei vasi, che lascerebbe accumulare il sangue nelle gambe, è tra le ipotesi avanzate. La POTS può anche coesistere con disturbi digestivi o un’attivazione mastocitaria.

Sei colpito/a dalla POTS?

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